Sudan (Repubblica del Sudan)

Il Sudan è un paese devastato da quasi trent'anni di conflitti interni, che hanno visto l'opposizione tra le varie regioni e il governo centrale, guidato, dal colpo di Stato del 1989, da Omar Al-Bashir e dal suo partito di matrice islamico-militarista.

Nel gennaio 2005, un accordo ha messo fine alla sanguinosa guerra civile tra nord e sud del Paese, con la formazione di un governo di unità nazionale ad interim. Mentre su questo fronte il cessate il fuoco regge, nonostante sporadiche violenze, in Darfur la situazione è ancora catastrofica. L'attuale crisi nella regione nel Sudan occidentale, è cominciata nel 2003. Dopo decenni di abbandono, siccità, oppressione e conflitti su piccola scala, due gruppi ribelli - l'Esercito/Movimento di liberazione del Sudan (SLA/M) e il Movimento per la Giustizia e l'Uguaglianza (JEM) - sono insorti contro il Governo centrale reclamando una equa divisione delle risorse. Il conflitto è anche di matrice etnica, in quanto vede contrapposti la popolazione locale darfuriana, principalmente musulmana, ma non araba, bensì appartenente a diverse tribù africane, e i Janjaweed, milizie di arabi musulmani, sostenute militarmente dal governo di Al-Bashir. Gli accordi di Abuja, firmati nel maggio 2006 tra il Governo e una delle fazioni ribelli, non hanno di fatto messo fine alle violenze.

Il supporto e l'attenzione a questa regione da parte della comunità internazionale continuano ad essere inadeguati. Il Consiglio di Sicurezza ONU ha approvato il 31 Luglio scorso la Risoluzione 1769, che prevede il dispiegamento di una forza ibrida ONU-Unione Africana (UNAMID) formata da 31000 unità tra truppe e personale civile è volta a sostituire l'attuale contingente dell'Unione Africana composta di sole 7000 unità. Tuttavia, a fine 2007, scade il limite temporale fissato dalla risoluzione per il dispiegamento delle forze ONU in Darfur, e sembra irreale pensare che questa prima tappa venga rispettata, anche perché il Presidente sudanese Al-Bashir ha negato il consenso al dispiegamento di caschi blu dell'ONU di nazionalità non africana, accettando però i 135 soldati cinesi recentemente schierati. La Cina è infatti il principale partner economico, nonché fornitore d'armi del Sudan.

Secondo varie ONG, la costante situazione di caos in Darfur offre anche da copertura a una perpetua violazione dei diritti umani. Nessuno Tocchi Caino riporta che, oltre alla pena di morte per svariati reati tra cui l'apostasia, il codice penale prevede, in conformità con la legge della Sharia, punizioni corporali come flagellazioni, amputazioni, lapidazioni e crocifissioni, oltre all'esposizione pubblica dei corpi dopo l'esecuzione. Le uccisioni di civili inermi, gli stupri, la schiavitù sono realtà quotidiane che purtroppo non vengono attestate in maniera approfondita a causa dell'ostracismo e delle intimidazioni messi in atto dal Governo di Al-Bashir contro giornalisti e operatori umanitari. Per lo stesso motivo, le stime relative al sistematico massacro della popolazione in Darfur non sono chiare. Le fonti ONU parlano di un numero di vittime che va dai 200,000 ai 400,000. Più concorde è la stima dei rifugiati, per la maggior parte nel confinante Ciad, ma anche profughi interni (“internally displaced persons”-IDP), che ammonta a 2,5 milioni. Un recente rapporto della Save Darfur Coalition parla anche del tentativo di re-insediamento dei villaggi darfuriani attuato dal Governo con la collocazione di popolazione araba proveniente da altre zone del paese.

L'attivista per i diritti umani Simon Deng, cristiano proveniente dal Sudan meridionale, recentemente in visita in Israele, è testimone vivente del fenomeno della schiavitù diffuso in Sudan. All'età di 9 anni fu “regalato” a una famiglia come schiavo da parte delle milizie arabe che avevano saccheggiato il suo villaggio. Riuscito a fuggire dopo anni di maltrattamenti, ora vive negli Stati Uniti. Il Dott. Mudawi Ibrahim Adam, uno dei principali attivisti per i diritti umani in Sudan, è stato imprigionato ripetutamente per aver denunciato e reso pubbliche le violazioni di massa dei diritti umani in Darfur.